Rafforzare la filiera del niébé: sviluppo rurale e sovranità alimentare nel centro-nord del Burkina Faso

 

 

 

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Nell’ultimo decennio, il dibattito internazionale sulla sovranità alimentare è stato consistente, dalla Dichiarazione di La Via Campesina del 2001, al Forum Mondiale di Nyeleni del 2007.
 
La sovranità alimentare è definita come il diritto dei popoli a scegliere il proprio cibo: il cibo non come mera necessità, ma come diritto ad autodeterminare i propri modelli di produzione. È l’affermazione di un diritto che oltrepassa i confini della più “tradizionale” Sicurezza Alimentare, concetto affermato nel 1996, quando i governi riuniti nel Vertice Mondiale sull’Alimentazione della FAO presero un impegno comune per il “diritto di tutte le persone a non soffrire la fame”.
 
La sovranità alimentare è una questione di diritti, perché riguarda il diritto all’autodeterminazione dei popoli a gestire le risorse del territorio per produrre i propri alimenti; di modelli produttivi, che devono essere centrati sulle economie locali, rispettosi degli equilibri naturali e delle tradizioni culturali; di politiche, perché si relaziona con il fatto che siano praticate politiche agricole coerenti a livello locale e nazionale; ed è infine una questione di metodologia di intervento, perché sottende la costruzione di relazioni fondate sui principi di equità e nella logica dei diritti e responsabilità.
 
Per la LVIA, questa evoluzione è tanto più significativa in funzione del nostro percorso associativo che ci porta a perseguire una metodologia di intervento che passi da un approccio incentrato su ” bisogni e beneficiari” a una logica di “diritti e responsabilità” dove intendiamo proporci sempre più come “facilitatori di processi” in cui la società locale è protagonista del perseguimento dei propri diritti. Una metodologia che implica un lavorare dal basso: progettare insieme agli attori locali per far emergere necessità e risposte condivise, nelle quali il tessuto sociale esprime e porta avanti il proprio modello produttivo.
 
È il caso di questo progetto, che supporta gli agricoltori del Burkina Faso nella filiera del niébé: un’azione che vuole rendere più efficace la produzione e più equa la commercializzazione di una specifica attività agricola che emerge dal contesto locale.
L’Associazione Song Koaadba (ASK), organizzazione locale per lo sviluppo rurale che da tempo lavora su questa coltura, ha espresso alla LVIA l’esigenza sviluppare il niébé come filiera economica, individuandola come un’opportunità di diversificare, e quindi rafforzare, l’economia rurale.
 
In effetti, il niébé presenta tutte le potenzialità per diventare una coltura redditizia, perché il suo prezzo sul mercato interno supera quello dei cereali pur restando accessibile ad ampie fasce della popolazione ed è un alimento molto richiesto nei paesi costieri della regione.
 
Per sviluppare queste potenzialità, i vari attori coinvolti nel progetto hanno lavorato per migliorare le competenze dei produttori, la produzione e la produttività della coltura, e iniziare un lavoro di organizzazione del mercato, ancora sostanzialmente gestito da pochi grandi commercianti e una rete di intermediari. In questo contesto, rafforzare le organizzazioni locali e creare una rete nazionale dei produttori permette loro di presentarsi con più forza sul mercato interno e internazionale, e di vendere il proprio prodotto ad un prezzo equo.
 
Tra le diverse colture praticate nel paese, inoltre, il niébé presenta molteplici vantaggi, per i quali lo stesso Ministero dell’Agricoltura l’ha identificata come filiera prioritaria:
  • è un alimento ricco di proteine (a differenza ad esempio, del miglio, ampiamente coltivato per l’alimentazione familiare e del cotone e delle arachidi, importanti prodotti di esportazione);
     
  • la sua capacità di fissare l’azoto nel suolo permette di rigenerare il terreno e quindi, attraverso la rotazione delle colture, di aumentare il rendimento delle campagne successive;
  • si adatta alle difficili condizioni climatiche che caratterizzano diverse aree del Burkina Faso (scarse risorse idriche e terreni degradati);
  • le sue foglie, non commestibili per l’uomo, sono adatte all’alimentazione animale, una caratteristica importante per l’economia prevalentemente agro-pastorale del Burkina Faso.
In questo senso, il niébé può rappresentare una filiera di sicurezza alimentare per il paese e per il mondo rurale un’opportunità per lottare contro la povertà, diversificare le fonti di reddito e migliorare le proprie condizioni di vita.
 
 
 Vittorio Marabotto, responsabile progetti LVIA
Gianfranco Cattai, responsabile comunicazione LVIA
 
 
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